Agricoltore Ticinese, 20.02.2009, Cleto Ferrari
Il valore aggiunto dei parchi!
II discorso parchi e affascinante. Per chi da anni si confronta con le dinamiche territoriali, pianificatorie, istituzionali, turistiche e più in generale con le esigenze della società,
nella creazione dei parchi trova risposte importanti.
II parco è uno strumento che permette di operare su scala regionale, coinvolgendo molti attori e concentrando gli sforzi su pochi, chiari e validi obiettivi.
Considerato che i parchi si realizzano in regioni di regola rurali, esistono le premesse per costruire consenso presso la popolazione che è confrontata con problematiche comuni.
L'aspetto più difficile da sormontare è quello della protezione della natura a cui fa capo la legislazione dei parchi. II problema scaturisce, a mio avviso, dal crescente manco di fiducia
tra le popolazioni rurali e le organizzazioni ambientaliste e non tanto dal fatto di tutelare la natura o meno.
Chi vive nelle regioni rurali ha ancora un rapporto sano con la natura e non vede la stessa come minacciata in quanto, ogni giorno, deve gestirla. "Lavorare" la natura per ricavare un
reddito, un nutrimento e un valore tramandato da generazioni per non dire da millenni. Chi cura la natura, il territorio ogni giorno è confrontato con l'esuberanza della stessa.
Le organizzazioni ambientaliste continuano a lanciare allarmismi e domandare divieti. È chiaro, queste organizzazioni per avere tanti sostenitori devono profilarsi, fare pubblicità,
soprattutto nei centri densamente popolati. Oggi la pubblicità funziona a suon di emozioni. In un certo senso queste organizzazioni creano indirettamente uno scontro tra città e campagna.
Tant'è che il cittadino spesso identifica coloro che operano sul territorio, anche nelle zone più discoste, quasi quale nemico della natura e non riconosce più le loro legittime esigenze
operative.
È un peccato in quanto abbiamo sempre meno gente che sa ancora lavorare con la natura e trarne degli alimenti. Queste organizzazioni promuovono principi importanti ma finiscono per perdersi
nelle priorità da perseguire. Sviluppano la centralità della natura relegando in secondo piano quella dell'uomo e soprattutto non sono più in grado di darci fiducia!
Sono un convinto sostenitore dei parchi. Osservando da tempo la natura e gli abitanti delle regioni rurali, individuo delle differenti priorità nell'impostazione di questo discorso rispetto
alla politica cantonale. In Ticino è prioritaria la realizzazione di parchi regionali rispetto a quelli nazionali. Con i parchi regionali la centralità e data all'uomo, all'artigianato, al
paesaggio che ha saputo creare e tramandare in un modello di estrema efficienza dell'uso delle risorse naturali. I parchi nazionali mettono al centro la natura.
Con il parco regionale possiamo costruire fiducia tra il sapere tramandato, il lavoro dell'uomo e la natura, tra la città e la campagna.