Il progettoParco regionaleMediaUomo e naturaTurismoAgricolturaImmagini Contatto

La Regione Ticino, 24.02.2009, Rinaldo Dalessi

Parco regionale, un grande jolly

Hanno ragione i due progettisti responsabili del Parco nazionale del Locarnese (Pn) di scrivere su quotidiani ticinesi, come hanno recentemente fatto, che ai loro occhi non valga la pena di fare un Parco regionale (Pr) e questo per due ottimi motivi.
  – Effettivamente la regione in cui loro vorrebbero fare il Pn non si presta assolutamente a fare un Pr.
  – Se il Pn si concretizzerà loro, abilissimi cacciatori di mandati pubblici, si troveranno nel carniere in prima fase (e in barba alle relative leggi), un mandato rigorosamente pubblico di vari milioni da gestire e in parte subappaltare. A mio modo di vedere la decenza, con il loro scritto, è venuta semplicemente meno e il loro sforzo è assai improvvido perché mai un commerciante saggio parla male dei prodotti della concorrenza  per qualificare i propri. Ritornando alla questione di fondo i due dimostrano di conoscere la Vallemaggia solo per averla frequentata per le loro battute di caccia grossa ai mandati. Infatti coloro che propongono un Pr lo vogliono su tutto il territorio della valle ove vi sono e in abbondanza tutte le premesse richieste dalla legge federale (Lpn). Cioè vi è un settore agricolo molto radicato nel territorio, vitale e da sostenere, vi sono l’artigianato, le Pmi, le grandi of­ficine idroelettriche, vi è soprattutto il settore turistico la cui curva di crescita è costante e confortevole e vi sono i servizi. Vi è la cultura, vi sono le risorse naturali, le energie rinnovabili e quanto di meglio la natura possa offrire al sud delle Alpi e vi è un grande e variegato territorio. Detto questo non è che la Vallemaggia sia la Silicon Valley del Ticino,  tutt’altro è la periferia della periferia ma è molto attiva e un Pr che sappia catalizzare tutte le forze attive, sulla scia di altre positive esperienze passate quali Pietra viva, non potrà che fare del bene a tutta la regione del Locarnese. Proprio in questo periodo di crisi economica generale e globale il nostro Label con un Parco regionale che sia nostro, potrà essere un grande jolly per la Vallemaggia e potrà darci un grande avvenire a condizione però che si esca dalla logica del cercare sussidi fini a se stessi, dagli studi sugli studi, dal parastato e quant’altro.
I Valmaggesi si sveglino, cerchino di essere ancora più propositivi, solari, ottimisti. Esempi positivi in valle ce ne sono molti, dalle microcentrali alle stalle nuove, dai vigneti agli alberghetti Eco, dal centro Patriziale di Avegno alla scuola di scultura, eccetera.