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Parco Regionale – Un’alternativa reale e a misura d’uomo

di Francesco Gilardi

I grandi progetti Locarnesi

Nel Locarnese sono stati tanti i progetti di ampio respiro lanciati e poi falliti negli ultimi anni, anche quando sono stati portati a termine: basta pensare alla sproporzionata mega Rotonda di Piazza Castello – un cratere, un buco nero nel cuore di Locarno – al progetto Palacinema, al «rilancio» di Cardada che ne ha causato il quasi fallimento, eccetera eccetera. Queste iniziative, spesso nate con le migliori intenzioni, sono naufragate per la loro sproporzionata dimensione in rapporto al contesto regionale del Locarnese; non per la loro scarsa qualità o bontà di principio. In pratica, potremmo affermare che hanno rotto le proporzioni imposte dalla ragionevolezza, dalle leggi economiche, dalla natura. Cercando il «di più», il risultato è stato – paradossalmente – ottenere un «di meno». I progetti citati avrebbero dovuto rilanciare il turismo, risolvere i problemi del traffico in città, dare stabilità al Festival del Film: in realtà, si sono rilevati un fallimento e alla fine dei conti sono andati a costituire un ulteriore peso per la già fragile economia della regione. Un vero e proprio effetto boomerang.

Per contro, nonostante il contesto spesso sfavorevole, va segnalato come altre iniziative siano state coronate da successo. Progetti di respiro regionale – come il Centro Balneare Regionale, il porto Regionale, il costituendo Consorzio per la depurazione delle acque del Verbano –, che sono nati con il preciso intento di essere dimensionati per la regione, di soddisfare le necessità dei luoghi che li hanno fatti nascere, rispettando i bisogni date dal contesto locarnese. Perché chi vuole trovare risposte adeguate, deve partire dalle giuste domande.